ANSA – Dopo le dimissioni del governatore lucano, Vito De Filippo, annunciate ieri con un comunicato stampa, gli uffici della Regione Basilicata sono al lavoro per ''dirimere'' la questione relativa ai tempi necessari per le prossime elezioni e per la gestione dell'ordinaria amministrazione. Ieri – dopo gli arresti dei due assessori, Rosa Mastrosimone (Idv) e Vincenzo Viti (Pd), e del capogruppo del Pdl, Nicola Pagliuca, e le notizie emerse dall'inchiesta della Procura – De Filippo ha nominato la nuova giunta: le dimissioni di Viti e Mastrosimone (presentate nel pomeriggio) erano state precedute, nei mesi scorsi, da quelle di altri due assessori Agatino Mancusi (Udc), coinvolto in un'altra inchiesta, e successivamente da quelle di Vilma Mazzocco (Centro democratico), candidata alle elezioni politiche. Restavano quindi ''in carica'' solo Attilio Martorano (esterno, con delega alla Sanita') e Marcello Pittella (Pd, alle attivita' produttive). De Filippo, quindi, ha nominato una nuova giunta regionale, affidando allo stesso Pittella la vicepresidenza, e poi ha annunciato le dimissioni. Gli uffici regionali sono quindi chiamati a ''sciogliere'' alcuni nodi. Il primo riguarda le dimissioni del governatore: secondo lo Statuto regionale attualmente in vigore (la nuova Carta regionale avrebbe dovuto essere discussa in aula il mese prossimo) il presidente della giunta dovrebbe annunciare in aula le dimissioni, che il Consiglio dovrebbe poi ''ratificare''. Una legge costituzionale del 1999, pero', affida allo stesso governatore il potere di nomina e revoca, quindi una potesta' assoluta in questo campo: le sue dimissioni quindi provocherebbero automaticamente lo scioglimento del Consiglio. Stesso discorso per la gestione dell'ordinaria amministrazione, che potrebbe essere comunque affidata a De Filippo (come accaduto nel Lazio per la presidente Renata Polverini), o al vicepresidente Pittella. Il secondo ''nodo'' riguarda invece i tempi per le nuove elezioni, non espressamente fissati dalle norme regionali: si va da un minimo di 45 giorni (in base a una legge del 1968 per consultazioni nei Comuni e nelle Regioni) ai ''precedenti'' dei Consigli del Lazio e della Lombardia (con quattro o sei mesi di attesa). L'unica certezza riguarda il numero di consiglieri che saranno eletti dai lucani: saranno 20 e non piu' 30, in base alla riforma approvata dei mesi scorsi. Prima della ''bufera'' giudiziaria che ha colpito la Basilicata, il Consiglio regionale avrebbe dovuto affrontare non solo la questione del nuovo Statuto, ma anche quella del numero di assessori: l'assemblea regionale, in prima lettura lo scorso marzo, li ha ridotti dagli attuali sei a quattro, ma e' necessaria una seconda ''lettura'' (che era prevista a giugno) per l'approvazione definitiva del ''taglio''.
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