Provincia Pz, precisazioni sui corsi operatore socio-assistenziale

In alcuni recenti articoli apparsi su “Il Quotidiano della Basilicata”, in merito ai corsi di operatore socio-assistenziale (Osa) (che non fruiscono di alcuna contribuzione pubblica), si chiede alle Province di chiarire due questioni:
come sia possibile che venga riconosciuta la formazione di operatori socio-assistenziali ad enti che si occupano delle materie più disparate;
perché si continuano a formare Osa, quando si tratta di figure professionali delle quali il mercato del lavoro da tempo non fa più richiesta.
In merito al primo punto, la Provincia di Potenza, precisando, come già fatto dalla Regione Basilicata, che i corsi di operatore socio assistenziale ricadono nell’ambito assistenziale e non già in quello sanitario, chiarisce che è possibile l’erogazione della formazione di operatori socio-assistenziali da parte di “enti che si occupano delle materie più disparate” perché la normativa vigente consente agli Enti di formazione che rispondano ai requisiti richiesti di erogare liberamente attività formativa, salvo espresse preclusioni.
L’esercizio dell’ attività di formazione professionale è libero (art. 2 della Legge 845/78 “Legge quadro in materia di formazione professionale”), nell’ambito della disciplina dettata dalla normativa regionale concorrente che prevede la delega alle Province di sole funzioni amministrative.
Al riguardo, la Regione Basilicata, con la D.G.R. n.1334 del 18 settembre 2006, “Regolamento dei corsi riconosciuti” (in attuazione dell’art. 32 della Legge regionale n.33/2003) detta i requisiti e le modalità per il riconoscimento di corsi formativi non finanziati, erogati dagli organismi di formazione in possesso di prescritti requisiti. La predetta attività di riconoscimento è delegata alle Province, tenuta al rispetto della disciplina in vigore.
La Provincia, pertanto, valuta esclusivamente, come previsto, che l’organismo proponente possegga tutti i requisiti di idoneità ambientale e tecnica delle strutture (come stabilito dalla vigente normativa dell’accreditamento sulla qualità dei servizi), e, per ciascun corso di cui si chiede il riconoscimento, l’idoneità delle attrezzature didattiche e del personale addetto, nonché la conformità dei programmi agli indirizzi della programmazione regionale o comunque approvati dalla Regione ed effettua il controllo tecnico-didattico sulla attività svolta.
La Regione ha, poi, un controllo successivo, laddove gli attestati di qualifica – rilasciati in esito a corsi riconosciuti dalle Province – sono trasmessi per la validazione al competente Dipartimento regionale. D’altra parte, anche nel resto d’ Italia, gli Organismi di formazione erogano nelle materie più varie corsi di formazione riconosciuti.
In altri termini, i compiti della Provincia in materia, sono di verifica di sussistenza delle condizioni e dei requisiti e del rispetto di tutte le regole di programmazione, presentazione, descrizione, tassativamente previste da leggi e regolamenti.
Nei limiti della sua competenza, la Provincia di Potenza ha inteso comunque rafforzare il suo ruolo di vigilanza e di osservazione sulla corretta gestione e sulla qualità dei corsi di formazione erogati sul suo territorio.
Quanto alla seconda domanda, la Regione Basilicata ha già chiarito il punto spiegando che la sua scelta di mantenere la qualifica Osa, delegando le Province al riconoscimento dei relativi corsi, è stata determinata dal fatto che si tratta di una professionalità comunque richiesta. La Regione, infatti, segnala che in più regioni si bandiscono concorsi pubblici di operatore socio-assistenziale e sono diverse le strutture private che, su tutto il territorio nazionale, pubblicano annunci di ricerca di personale in possesso di tale qualifica.
Inoltre, ai possessori della qualifica di Operatore Socio-Assistenziale (OSA), sono riconosciuti fino a 30 crediti formativi.

bas 03

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