Prevenzione, Franconi: bisogna fare di più per le fasce deboli

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L’assessore è intervenuta nel dibattito organizzato da Cittadinanza attivo su stili di vita e stato di salute della popolazione

“Dobbiamo essere molto attenti nel far comprendere ai cittadini che le vaccinazioni sono necessarie, non bisogna ascoltare voci sul fatto che forse sono troppe e possono causare malattie. Non c’è in tal senso nessuna evidenza scientifica. Anzi, le vaccinazioni vanno fatte perché possono prevenire molte malattie ed è per questo che proseguiremo nelle  campagne vaccinali”.
Lo ha  sottolineato l’assessore alle Politiche della Persona Flavia Franconi partecipando questa mattina  nella Sala Inguscio della Regione all’incontro su “Active ageing, prevenzione primaria e vaccinazioni”,   promosso da Cittadinanza Attiva- Tribunale per i diritti del malato in collaborazione con la Regione Basilicata. Al centro del confronto tra istituzioni, professionisti socio-sanitari, società scientifiche e cittadini i temi dell’invecchiamento attivo, delle vaccinazioni e della prevenzione, tanto nel rispetto del mantenimento di un buono stato di salute della popolazione quanto della sostenibilità del Servizio sanitario.
La Basilicata, come sottolineato nei dati Osservasalute di Cittadinanza Attiva, è la regione in cui le donne hanno guadagnato più giorni di vita in cinque anni  nel periodo tra il 2006-2010. Perciò è necessario continuare ad investire in prevenzione, occorre – è emerso nel convegno – puntare di più su informazione e promozione di stili di vita salutari, adesione a programmi di screening e vaccinali. Sempre secondo i dati di Osservasalute, la Basilicata è la regione con la minore percentuale di cittadini che consuma le quantità raccomandate di frutta e verdura.
"Ho trovato una Regione che ha investito molto bene in prevenzione – ha  concluso l’assessore alle Politiche per la Persona, Flavia Franconi – tra le prime a offrire gratuitamente il vaccino anti hpv e l'impegno negli screening oncologici. Bisogna fare ancora tanto, soprattutto per cambiare gli stili di vita delle persone e lavorare di più per mettere tutti i cittadini sullo stesso piano  quando si parla di sanità”.

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