Il presidente replica alle dichiarazioni del Consigliere Enrico Mazzeo. “L’insediamento fa parte del vecchio accordo, non si può disattenderlo in nome di una maggiore forza contrattuale, ma ciò che imponiamo sono le più alte garanzie per salute e ambiente”
“Ipotesi di disobbedienza e anarchia non sono conciliabili con il ruolo delle istituzioni che devono lavorare nelle regole. Lo ricordo, con la consueta pacatezza, al Consigliere Enrico Mazzeo che mi chiede di disattendere a impegni già operativi per una presunta maggiore forza contrattuale sul tavolo negoziale con l’Eni e su quello del memorandum. Il pozzo Pergola 1 è un pozzo esplorativo che fa parte del vecchio accordo e che dopo 14 anni, come ho più volte e puntualmente riferito in Aula, non si è ancora totalmente realizzato. Se questo può non essere chiaro a tutti i cittadini, dovrebbe ben esserlo a chi, siede in Consiglio Regionale, ha sicuramente ben chiaro come qualsiasi forza negoziale non può basarsi sull’inaffidabilità di chi non mantiene gli impegni”.
Così il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, intervenendo sulla vicenda del pozzo “Pergola 1”.
“Noi – ha continuato De Filippo – siamo affidabili e per questo possiamo pretendere affidabilità per noi, per l’ambiente e per le popolazioni. E questo si è dimostrato anche nelle procedure di cui si discute, nelle quali, tenendo in massimo conto la sicurezza, la salute dei cittadini e l’ambiente, nonché le osservazioni delle Associazioni ambientaliste e del Comune di Marsico Nuovo, il giudizio favorevole di compatibilità ambientale e dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione del pozzo esplorativo Pergola1 ha già individuato i principali effetti che il pozzo potrebbe avere sulle componenti ambientali del sito interessato. Il giudizio favorevole sulla compatibilità ambientale – osserva inoltre De Filippo – prevede prima della fase di perforazione l’avvio di un Piano di monitoraggio Arpab da attuare attraverso una rete di rilevazione di aria, acqua, suolo e sottosuolo. Il giudizio di compatibilità ambientale – sottolinea De Filippo – non costituisce l’autorizzazione alla perforazione del pozzo esplorativo, che potrà essere invece avviato soltanto dopo l’ok del Ministero dello sviluppo economico e della delibera d’intesa regionale. E’ in questa sede che ognuno, e per il proprio ruolo potrà individuare e proporre, ulteriori clausole a maggiore garanzia del territorio. L’eventuale messa in produzione del pozzo – dichiara infine De Filippo – sarà comunque vincolata a nuova procedura di valutazione di impatto ambientale che sicuramente terrà conto della visione della Regione Basilicata formatasi dopo le esperienze maturate in questi anni, sulle coltivazioni petrolifere”.