Povertà, Benedetto: rischio di una guerra fra chi sta peggio

Per il capogruppo del Centro democratico "il disagio sociale si supera solo con il lavoro assicurando un reddito adeguato a garantire condizioni di vita e di benessere delle famiglie”

&ldquo;Le proteste dei poveri, ammessi all&rsquo; ex programma Copes – cittadinanza solidale, esclusi dal Programma del reddito minimo di inserimento, oggi davanti al palazzo della Giunta regionale, rischiano di scatenare una guerra tra chi sta peggio, smentendo le pi&ugrave; ottimistiche affermazioni del presidente Pittella che solo qualche giorno fa nella sua conferenza stampa di inizio anno ha annunciato la riduzione al 37% del tasso di povert&agrave;&rdquo;. E&rsquo; questa l&rsquo;opinione del capogruppo del Centro democratico Nicola Benedetto.<br /><br />&ldquo;La situazione al 2016 &ndash; aggiunge l&rsquo;esponente politico – &egrave; diversa: si sono determinate due categorie di povert&agrave;, quanti con il contributo, ottenuto negli ultimi anni, di sussistenza – elemosina per far vivere a stento le proprie famiglie, secondo il bando predisposto dagli uffici regionali ed approvato dalla Giunta, non sono pi&ugrave; considerati a reddito zero e quanti invece, poche migliaia in tutto su oltre 12mila domande, sono ammessi al reddito minimo. Una situazione ancora pi&ugrave; ingiusta tenuto conto che quanti hanno beneficiato del Copes – cittadinanza solidale per accedere al fondo nazionale per il sostegno alla locazione sono considerati a reddito zero e pertanto privi di requisito essenziale per la partecipazione al concorso. Questo significa che si &egrave; creata una categoria che paga penalizzazioni e discriminazioni sulla base di due divergenti interpretazioni sul proprio stato economico&rdquo;.<br /><br />A parere di Benedetto &ldquo;il presidente in pi&ugrave; occasioni continua a sostenere, a parole, che la Regione per contrastare l&rsquo;emergenza sociale deve impegnarsi a favore degli ultimi e dei penultimi dimostrando, nei fatti, di aver sovvertito l&rsquo;ordine tra le due categorie al punto da creare una categoria ancora pi&ugrave; emarginata. Papa Francesco che ha voluto dedicare il Giubileo alla Misericordia certamente non pu&ograve; approvare questo comportamento che da parte del presidente viene indicato come un esempio virtuoso da seguire da parte di tutte le altre Regioni che pure stanno provando a dare soluzioni all&rsquo;emergenza povert&agrave;&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La disperazione espressa oggi da tanti capifamiglia al pari della tutela della dignit&agrave; umana &ndash; conclude Benedetto – richiede innanzitutto di superare la situazione determinata tra ultimi, penultimi e fuori classifica, oltre a misure profondamente diverse e pi&ugrave; efficaci. Il disagio sociale si supera solo con il lavoro assicurando un reddito adeguato a garantire condizioni di vita e di benessere delle famiglie. Sono stato tra quelli che non hanno mai accettato la card carburanti e quindi ho accolto favorevolmente la scelta della sua abolizione per creare un fondo specifico da destinare all&rsquo;emergenza sociale. Non avrei mai immaginato per&ograve; che il nuovo strumento propagandato come fortemente rivoluzionario avrebbe creato una situazione di ingiustizia sociale che va rapidamente superata&quot;.&nbsp;

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