Petrullo (FdI-An): un percorso unificante per la destra lucana

"Quanto astio nei confronti di una comunità che nulla ha fatto di sbagliato verso la sua gente e del Popolo Italiano in generale. Quali sono le ragioni che hanno infilato in questo cono d’ ombra la classe dirigente di un partito quale era Alleanza nazionale? Da quali gravi colpe dovrebbero difendersi dei politici che tutto sommato hanno interpretato il loro ruolo in maniera onesta e corretta?"
"A queste considerazioni e domande – sostiene in una nota, Luciano Petrullo, portavoce cittadino Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Città di Potenza – si può dare una sola risposta; tutto il marcio, il lercio, lo schifo della Politica in auge, ha il sol compito di tentare di ridurre in macerie la parte buona ed onesta e per questo non connivente, ancora presente".
"I partiti sono ormai diventati delle società temporanee di scopo (citazione non mia), delle associazioni di persone tenute insieme dalla voglia di potere, dalla voglia – aggiunge – di poter sperperare quello che ancora rimane nelle pubbliche casse. Nessuna ideologia, nessuna visione del mondo e della vita, i partiti di ora sono delle semplici sommatorie di interessi personali e territoriali e non comunità capaci di attrarre consensi sul terreno delle idee e dei buoni progetti".
"E allora, credo sia arrivato il momento di offrire nuovamente un pensiero di destra organizzato; manca ad oggi una forza partecipata, vissuta ,che esprima con coraggio le idee di destra, di cultura dello Stato, cultura della Nazione, cultura della giustizia sociale e che riesca ad intercettare non il pensiero politico organizzato ( ovvero le poche persone che ancora votano), di fatto mercato ad oggi conteso dai Renzi, Grillo etc. etc., ma al contrario, che riesca a motivare le persone della “ Democrazia non partecipata”, quelli per intenderci, che non votando, ci hanno sempre più consegnato una “Democrazia senza Popolo”.
E allora c’ è bisogno di una nuova offerta politica che riguardi essenzialmente quell’ area di elettori di centro-destra che dal 2010 in poi , per quel gran “capolavoro” che è stato consumato, sono stati persi in ragione di milioni di voti".
"I partiti hanno consenso – sottolinea Petrullo – se hanno un senso; non si può continuare la navigazione a vista, non si può prescindere dalla rinascita di un progetto da proporre ad i nostri potenziali elettori in maniera coesa e condivisa.
E poi vi è un quadro di regole, certo nel prevedere che le vittorie elettorali non saranno più del singolo leader di partito ma di coloro che saranno in grado di formare delle coalizioni vincenti.
Questo è vero a Potenza come a Roma. Le vittorie elettorali non possono prescindere da una ricerca di coalizione con coloro i quali avranno voglia di condividere quel pensiero di destra che tutti insieme dovremo nuovamente proporre in maniera veemente ed utile alla causa.
Fatte queste personalissime premesse, arrivando a quanto accaduto in Fondazione An nei giorni scorsi, sono a proporre alla destra lucana, alcune riflessioni che spero possano richiamare tutti noi ad una sintesi che sono certo sarà utile a far sì che si possa ripartire verso una stagione più serena e foriera di buoni risultati.
La fondazione di An , in questi giorni è venuta fuori da quella dimensione oligarchica che ne aveva generato un immobilismo imbarazzante. Molto utile è stata la così detta “mozione dei quarantenni”, che ha avuto il compito importante di smuovere le acque, aprire una discussione dai toni anche molto forti e di far comprendere che quel patrimonio culturale prima che economico deve essere sfruttato a piene mani. La vittoria della mozione dei Fratelli d’ Italia è stata una vittoria dovuta ad un momento di chiarezza, importante e finalmente ottenuto. Questa analisi, ovvia e spero condivisa, ha fatto sì che l’on. Meloni si muovesse in risposta ai “quarantenni” con una sua mozione che riapre ad una nuova fase del nostro partito.
Tutti hanno avuto l’intelligenza di comprendere che d’ora in poi ognuno dovrà tentare di essere inclusivo, dovrà venir fuori dalle polemiche, dovrà comprendere che il nemico non è in casa.
La stagione che ora si apre a destra, se ben gestita, dovrà preoccupare in prima istanza chi ha voluto che noi in questi anni camminassimo divisi.
In Basilicata, la presenza di Fratelli d’ Italia è indubitabilmente e senza tema di smentita, l’unico presidio di libertà rimasto a disposizione dei lucani, l'unica alternativa al "sistema" del Pd.
La filiera del voto controllato, sta iniziando a scricchiolare, la sinistra non può più ingannare; la povertà da loro generata, diventerà per il centro sinistra lucano un boomerang pesantissimo.
E allora facciamoci trovare pronti, proviamo ad unire le forze, veniamo fuori da una retorica di discussioni interne, che tanto male hanno fatto al nostro mondo e proviamo ad immaginare percorsi unificanti, che diano a tutti noi, la possibilità di partecipare nuovamente ad una fase che se ben gestita, non potrà che vederci finalmente protagonisti della ricostruzione di una Regione, distrutta da coloro i quali continuano a fare del male alla nostra gente ed ai nostri territori".

bas 02

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