“Non mi sorprendono le perplessità che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare nella società civile l’emendamento sullo stop alle ricerche petrolifere, tra l’altro riprese ed argomentate anche sul piano formale dal Presidente del Consiglio Folino attraverso una tesi di carattere istituzionale che merita approfondimento. E’ quanto sostiene, in una nota, il segretario regionale della Uil Carmine Vaccaro, per il quale “l’interrogativo alla base della teoria dei ‘comuni-polvere’ è sempre lo stesso e attuale: ‘come quadrare il cerchio combinando sviluppo e coesione sociale nei centri minori, promuovendo nel contempo un rapporto positivo tra le strategie di grandi gruppi globali come Eni e Total e le micro comunità?’ E noi siamo quelli che hanno lanciato la parola d’ordine ‘la Basilicata può farcela’ condividendo la tesi del Presidente a non leggere solo i ‘necrologi’ di industrie che chiudono”.
“Allo stesso modo non mi sorprende che siano imprese extraregionali – ricorda Vaccaro – ad aggiudicarsi la maxi-commessa Total di Tempa Rossa. Naturalmente nostro compito è vigilare sulla pratica del subappalto e sul rispetto dei contratti di lavoro oltre sulle condizioni di sicurezza.
La verità è che scontiamo i limiti del progetto di rete di imprese nella filiera petrolifera rimasta. La novità invece è rappresentata dai due ddl di recentissima approvazione sui contratti di rete e i di sviluppo, con gli obiettivi di migliorare l'efficienza operativa e l'organizzazione logistica delle imprese, sviluppare funzioni condivise nei settori della progettazione e produzione, accrescere la visibilità sul mercato, creare e consolidare reti per l'acquisto di beni o servizi e a ottenere un migliore accesso al credito. Sono strumenti, per alcuni aspetti innovativi, attesi alla prova – a parere della Uil – che dovrebbero supportare l’imprenditoria locale specie nel comparto delle attività petrolifere, oltre a segnare una svolta nelle politiche industriali della Regione caratterizzate dalla storia di bandi burocratici farraginosi e dall’erogazione di finanziamenti non sempre rispondenti a posti di lavoro reali e duraturi. Per ora registriamo che l’approccio è tutt’altro di quello del Gast voluto dal nuovo gruppo dirigente regionale di Confindustria. Per noi i passi successivi sono la costituzione del Distretto Energetico che non poggi solo su greggio e gas ma sulle energie alternative; la sottoscrizione del Contratto di Settore per fare in modo che il passaggio di commesse e cantieri sia seguito dal passaggio di dipendenti”.