Ospedale Venosa, Zullino: fare massima chiarezza

Il presidente della quarta Commissione: “Basta sciacallaggio politico e falsità su ospedale di Venosa, ora facciamo tutti chiarezza”

“Il mio ruolo mi impone di pretendere la massima chiarezza sulla questione dell’ospedale di Venosa che, come sapete, è stato individuato come Covid Hospital sulla base di paramenti indicati dalla Task Force Regionale e dall’Unità di Crisi Regionale, organismi appunto creati per far fronte all’emergenza e al contenimento del contagio da Coronavirus, che dunque hanno ritenuto il P.O.D. di Venosa la struttura più idonea al ricovero dei pazienti per setting e funzionalità, oltre ad essere sito, dal punto di vista tecnico-logistico, in una posizione migliore”.

Questo quanto afferma il presidente della quarta Commissione consiliare, “Politica Sociale”, Massimo Zullino.

“Tengo a precisare – dice Zullino – che al momento della decisione, a seguito dell’emergenza Covid, l’Istituto Superiore di Sanità ed il Ministero della Sanità, avevano chiesto la sospensione di tutte le attività ambulatoriali non necessarie e, quindi, l’ospedale di Venosa vedeva di fatto ridotta la sua attività per oltre il 60 per cento, mantenendo attivi il resto delle attività, quali Punto di Primo Intervento, Centro dialisi e Ambulanze 118, mentre, per il Centro alzheimer, i pazienti in regime semi residenziali hanno avuto l’assistenza domiciliare. Specifico, inoltre – aggiunge Zullino – che terminata la fase di emergenza, come era già stato espressamente affermato dal primo momento, se l’ospedale non fosse servito ai ricoveri Covid, sarebbe tornato allo status quo ante, ovvero tutti i servizi e gli ambulatori sarebbero stati ripristinati”.

“A fronte delle dichiarazioni pubblicate dalle R.S.U. e degli operatori sanitari – continua Zullino – comunico che faccio mie le loro preoccupazioni che sono pienamente condivisibili e mi chiedo se l’ASP abbia avanzato alternative, conoscendo le potenzialità dell’ospedale e, soprattutto, vorrei comprendere quali siano state le azioni messe in campo dal Direttore del presidio ospedaliero, oltre che gli obiettivi che egli avrebbe voluto raggiungere. Concludo ribadendo che, da sempre, ho personalmente lavorato per l’interesse della comunità e, infatti, non abbiamo mai chiuso servizi ospedalieri ma, anzi, abbiamo lavorato nel senso opposto, sviluppando una migliore programmazione che potesse rinforzare la struttura. Questa nuova classe dirigente non si farà scalfire da vecchie trappole e da vecchi politici. La rabbia ed il risentimento impulsivo e rancoroso – sostiene il Presidente della quarta Commissione consiliare – non ci apparterranno mai. Questa è la quintessenza della clemenza”.

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