Manifestazione Wwf “Ora della Terra”,dichiarazione ass. Mazzocco

«Un’ora di buio per un futuro sostenibile. Spegnere le luci è un simbolo del nostro impegno per garantire energia sostenibile a tutti. Di fronte alla minaccia dei cambiamenti climatici, dobbiamo impegnarci tutti a ripensare il nostro stile di vita, di produzione e di consumo, modificando abitudini individuali e collettive che minacciano la sopravvivenza della specie umana e degli ecosistemi. L’Ora della Terra organizzata dal WWF in tutto il mondo non è un momento rituale. E’ una "chiamata all’azione" per il pianeta». Commenta così Vilma Mazzocco, assessore regionale all’Ambiente della Regione Basilicata, il più grande evento globale di lotta al cambiamento climatico. Domani, dalle ore 20.30 alle ore, 21.30 verranno spente simbolicamente le luci di monumenti e luoghi simbolo in tutto il pianeta per sensibilizzare l’umanità riguardo lo spreco energetico.
«L’Earth Hour – continua la Mazzocco – avviene due giorni dopo la chiusura della conferenza Planet Under Pressure, (Pianeta sotto pressione) tenutasi a Londra, dove più di 3.000 scienziati hanno fatto il punto sull’impatto delle attività umane sul pianeta e sulle ricadute dei cambiamenti climatici sulla sicurezza alimentare e idrica e, più in generale, sulla salute umana. Cosa è emerso? Che siamo vicini ad un pericoloso punto di non ritorno: dobbiamo impattare meno e mitigare di più. Urge, quindi, uno stile di vita globalmente più sostenibile».
«Si tratta di un evento che quest’anno assume un significato particolarmente importante. A giugno i grandi della Terra convergeranno a Rio de Janeiro per lanciare proprio lo "Sviluppo Umano 2.0", fondato sulla nuova economia sostenibile. E‘ necessario ribadire l’importanza del legame tra la nostra vita e il buon funzionamento degli ecosistemi che ci assicurano acqua, aria, cibo, risorse. Dobbiamo cambiare la nostra economia e andare verso una green economy fondata sulla de-carbonizzazione, sull’uso efficiente delle risorse, sull’equità sociale. E per farlo dobbiamo ripartire dalle città».
«Le città, infatti, sono i maggiori consumatori di risorse naturali e i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici – conclude l’assessore lucano – ma sono anche le prime vittime. Rendere sostenibili i sistemi urbani è una delle sfide più importanti per assicurare un futuro all’umanità, una migliore qualità di vita e una più equa distribuzione delle risorse».

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