M5s: “Il consigliere Perrino assolto da Tribunale di Matera”

L’esponente del Movimento 5 stelle era stato querelato dall’ex direttore dell’Ater di Matera Luciano Adorisio per diffamazione a mezzo stampa

&nbsp;&ldquo;Dopo una puntuale istruttoria, il Tribunale Penale di Matera, in composizione monocratica, ieri ha assolto il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Giovanni Perrino, querelato dall&rsquo;ex direttore dell&rsquo;Ater di Matera Luciano Adorisio&rdquo;. Lo rede noto una nota dell&rsquo;ufficio stampa del Movimento 5 stelle.<br /><br />&ldquo;Il consigliere Perrino, infatti, veniva tratto a giudizio per rispondere di diffamazione a mezzo stampa a seguito di comunicato del 6 agosto 2016 con cui il gruppo regionale M5s aveva dato notizia della sua attivit&agrave; ispettiva di consigliere regionale sulla gestione dell&rsquo;Ater di Potenza e di Matera, attraverso la quale era emersa, tra l&rsquo;altro, l&rsquo;illegittima nomina per la terza volta dell&rsquo;ing. Angelo Adorisio a direttore dell&rsquo;Ater di Matera. La Regione, ente preposto al controllo e vigilanza sui suoi enti strumentali &ndash; si legge ancora nella nota stampa – aveva nominato una commissione per una indagine amministrativa tesa ad accertare la sussistenza o meno di irregolarit&agrave; sulla gestione dell&rsquo;Ater di Matera anche con riferimento al conferimento dell&rsquo;incarico di direttore dell&rsquo;azienda, per la terza volta, all&rsquo;ing. Adorisio. La nominata Commissione riteneva tale nomina, per la terza volta, non conforme alla normativa regionale. Anche a seguito di interrogazioni del consigliere Perrino, la Regione invitava l&rsquo;azienda territoriale a rimuovere la riscontrata illegittimit&agrave;. Nonostante la stessa Regione avesse trasmesso il 24.6.2016 all&rsquo;Ater di Matera una relazione su vari aspetti amministrativi e direttive per regolarizzare i rilievi evidenziati nella stessa, tra cui la predetta nomina (cos&igrave; come riportato nel comunicato stampa del 6.8.2016), l&rsquo;ing. Adorisio querelava il consigliere Perrino ritenendo offensivo della sua reputazione quanto verificato dallo stesso consigliere, attraverso la sua attivit&agrave; ispettiva, e pubblicato -per evidente interesse sociale- nell&rsquo;anzidetto comunicato&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Nel corso dell&rsquo;istruttoria dibattimentale &ndash; si legge ancora nella nota – sono stati sentiti, tra gli altri, come testi a discarico, l&rsquo;ex assessore regionale alle infrastrutture Nicola Benedetto, occupatosi della vicenda a seguito di interrogazione del consigliere Perrino, e il dott. Giovanni Di Bello dirigente regionale dell&rsquo;ufficio edilizia che, unitamente al dirigente generale del dipartimento Presidenza e il capo di gabinetto del Presidente della Regione, si sono occupati della vicenda pervenendo alle stesse conclusioni del consigliere Perrino. L&rsquo;avv. Leonardo Pinto, difensore del consigliere pentastellato ha dichiarato: &lsquo;Nel corso del processo ho evidenziato che non pu&ograve; essere punito un consigliere regionale che fa il suo dovere, perch&eacute; ha svolto con scrupolo la sua attivit&agrave; istituzionale nell&rsquo;interesse pubblico, come ha fatto l&rsquo;ing. Perrino con diligenza e dedizione nell&rsquo;occuparsi di questioni della gestione amministrativa dell&rsquo;Ater di Matera. A conclusione del dibattimento &egrave; emersa l&rsquo;infondatezza dell&rsquo;accusa pubblica e privata; quest&rsquo;ultima costituitasi parte civile. Dunque, l&rsquo;ing. Adorisio ha visto rigettato tutte le sue tesi accusatorie rivelatesi inconsistenti. Nel corso del dibattimento &egrave; stato pure ricordato che, a prescindere dall&rsquo;infondatezza dell&rsquo;accusa, i consiglieri regionali -ai sensi dell&rsquo;art.122 4&deg; comma della Costituzione- non possono essere chiamati a rispondere, come accaduto all&rsquo;ing. Perrino, delle opinioni espresse e dei voti dati nell&rsquo;&rsquo;esercizio delle loro funzioni. Il Pm, a conclusione di un&rsquo;istruttoria dibattimentale molto vivace, ha chiesto l&rsquo;assoluzione dell&rsquo;imputato e il Tribunale, accogliendo la richiesta conclusiva del difensore dell&rsquo;imputato, lo ha assolto&rsquo;&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il consigliere Perrino &ndash; conclude la nota -, soddisfatto per l&rsquo;esito del processo, che lo ha visto ingiustamente imputato per oltre due anni, ha dichiarato che, cos&igrave; come ha sempre fatto, continuer&agrave; a svolgere le sue funzioni di consigliere regionale senza cedere ad intimidazioni. Ha aggiunto che la vicenda Ater, finita in Tribunale, rappresenta la necessit&agrave; di un cambiamento radicale del modo di amministrare la cosa pubblica in Basilicata&rdquo;.<br /><br />&nbsp;&nbsp;<br />

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