Il governatore ha ricevuto i lavoratori socialmente utili di San Chirico Raparo. “Evitare ai Comuni di dover interrompere i rapporti di lavoro”
Il presidente della Regione, Vito De Filippo, porrà in sede nazionale il problema dei lavoratori socialmente utili in servizio presso i Comuni lucani che rischiano di perdere il posto di lavoro per una interpretazione restrittiva della normativa contabile imposta recentemente dalla Corte dei Conti.
Oltre che in Basilicata, dove sono circa cinquecento gli Lsu interessati, il nodo riguarda altre tre regioni meridionali, Calabria, Campania e Puglia, per una platea complessiva di oltre cinquemila unità. Sino allo scorso anno, gli emolumenti corrisposti ai lavoratori socialmente utili gravavano solo per il 10 per cento sul monte salari dei Comuni interessati, dal momento che il restante 90 per cento era frutto di un contributo regionale. A partire dal 2012, pur in presenza dei medesimi trasferimenti regionali, i Comuni, secondo la Corte dei Conti, devono contabilizzare al cento per cento nel proprio bilancio il costo legato agli Lsu, venendo così meno alla norma che impone precisi ed inderogabili tetti contabili al monte salari di ciascuna amministrazione municipale.
Il presidente De Filippo ha ricevuto questa mattina una delegazione dei lavoratori socialmente utili di San Chirico Raparo, accompagnati dal sindaco Claudio Borneo e dai segretari delle federazioni di categoria del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Antonio Deoregi. Nel corso dell’incontro, il governatore lucano ha assicurato il proprio, personale impegno per venire incontro ai lavoratori interessati e, anche a seguito di una interlocuzione telefonica intercorsa con il collega calabrese Giuseppe Scopelliti, si è detto certo che la Conferenza Stato-Regioni ne farà motivo di approfondimento in una delle sue prime riunioni. “Ciò che si vuole evitare – ha spiegato il presidente De Filippo – è di cadere in quel circuito perverso che, da un lato, imporrebbe ai Comuni di interrompere il rapporto di lavoro con gli Lsu e, dall’altro, di ricorrere alla esternalizzazione dei servizi, triplicando di fatto la spesa, pur di non creare disagi alle comunità amministrate attraverso il blocco degli scuolabus, della mensa o della raccolta differenziata dei rifiuti”.
bas 08