Lacorazza: “Patrimonio culturale come occasione di sviluppo”

Per il presidente del Consiglio regionale l’approvazione della nuova legge “in materia di valorizzazione, gestione e fruizione dei beni materiali e immateriali è un importante presupposto per orientare le politiche pubbliche”

L&rsquo;approvazione della nuova legge &ldquo;in materia di patrimonio culturale, valorizzazione, gestione e fruizione dei beni materiali e immateriali della Regione Basilicata &egrave; un importante presupposto per orientare le politiche pubbliche verso la conservazione, valorizzazione e pubblica fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale presente sul territorio, che sono fattori imprescindibili di crescita civile, sociale ed economica, anche al fine di garantire il diritto e l&rsquo;accesso alla cultura da parte dell&rsquo;intera comunit&agrave; regionale&rdquo;. E&rsquo; il commento del presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza, a parere del quale &ldquo;grazie al prezioso lavoro del Governo regionale che ha proposto il testo e di tutti i consiglieri regionali, che ne hanno arricchito la discussione, e anche grazie alle iniziative promosse in questi mesi dal Consiglio regionale e dall&rsquo;Ufficio di Presidenza per mettere la cultura al centro della politica regionale (beni archeologici, parchi letterari, fondazioni, la stessa rivista Appennino che offre un luogo particolare e significativo di confronto ad artisti e scrittori) si sta affermando una vera e propria strategia, che sar&agrave; alimentata con le risorse della programmazione comunitaria 2014/2020. Una strategia che per diventare ancor pi&ugrave; definita e foriera di risultati positivi ha bisogno del contributo di tutti noi. Forze della maggioranza e della minoranza unite in un unico progetto, per far s&igrave; che il patrimonio culturale della nostra regione non venga pi&ugrave; vissuto come mero consumo ma come occasione di produzione, scambio e diffusione di conoscenze&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La legge sul patrimonio culturale – afferma Lacorazza -&nbsp; era attesa da molto tempo considerato che la precedente disciplina della materia risale addirittura al 1980 e da allora molte cose sono cambiate.&nbsp; In realt&agrave;, sulla questione dei beni culturali la divisione di competenze fra Stato e Regioni non avviene per materia ma innanzitutto per funzioni, oltre che, naturalmente, in base alla propriet&agrave; dei beni. E questo offre alle Regioni un grande spazio di intervento, anche in prospettiva di una ridefinizione del Titolo V (attualmente al centro della riforma costituzionale)&rdquo;.<br /><br />A parere di Lacorazza &ldquo;&egrave; significativo che questa legge sia stata approvata proprio mentre si &egrave; messa in moto la macchina organizzativa di Matera 2019. Pi&ugrave; che un altro &lsquo;vagone&rsquo; da attaccare alla &lsquo;locomotiva Matera&rsquo;, &egrave; una &lsquo;stazione&rsquo; da cui partire per affermare l&rsquo;idea che, come &egrave; scritto nell&rsquo;articolato, &lsquo;la Regione tutela e valorizza il paesaggio come parte omogenea di un territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni, salvaguardando i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili&rsquo;. Questo significa affermare il principio di uso consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche, rappresentando il paesaggio, la componente etico-culturale riferita anche alla forma di territorio; significa tutelare e promuovere il paesaggio culturale, che come bene ambientale e bene culturale, rappresenta l&rsquo;evoluzione della societ&agrave; umana che ha agito nel tempo sotto l&rsquo;influenza dell&rsquo;ambiente naturale circostante e rende conto della stratificazione di forze sociali economiche e culturali, sia esterne che interne al bene ed alla comunit&agrave; di riferimento; significa promuovere reti coordinate e funzionali finalizzate alla tutela e alla fruizione corretta del paesaggio culturale (urbano, rurale, produttivo, patrimonio immateriale), come pure alla conservazione e valorizzazione delle identit&agrave; culturali e produttive locali, attraverso enti pubblici e privati e, in particolare, attraverso i parchi letterari quali strumenti di promozione di turismo culturale legato strettamente al patrimonio immateriale e alla promozione di manifestazioni finalizzate alla valorizzazione della letteratura orale e scritta, delle cerimonie, delle tradizioni imprenditoriali, artigianali ed enogastronomiche&rdquo;.<br /><br />&ldquo;E&rsquo; quello che andiamo dicendo da qualche tempo – conclude Lacorazza – girando per la Basilicata e osservando di cosa vivono i parchi naturali e i parchi letterari, e quanto &egrave; forte il legame fra la ruralit&agrave; e la valorizzazione dell&rsquo;identit&agrave; culturale della Basilicata. Oggi abbiamo uno strumento in pi&ugrave; per agire in maniera coordinata, per promuovere il turismo sostenibile e strutturare una serie di attivit&agrave; che intorno a Matera 2019 possono portare a sistema attivit&agrave; culturali, gestione del patrimonio, figure professionali nuove. Cio&egrave; tutela dei beni attraverso lavoro e sviluppo&rdquo;.<br /><br /><br />

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