Inquinamento petrolio, Mazzeo: qualcosa si muove

“La Basilicata , per il vicepresidente del Consiglio regionale, deve far rispettare, in tutti i settori, i suoi interessi con il sostegno e l’impegno di tutti”

Constato con soddisfazione, soprattutto dalla lettura della stampa di queste settimane, che qualcosa si muove nello scenario politico-istituzionale per quanto riguarda i problemi relativi allo sfruttamento delle risorse petrolifere in Basilicata”. Lo sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Mazzeo Cicchetti, il quale fa notare che “non si possono più ignorare o sottovalutare la sequela di incidenti, ultimi quello di Bernalda ed il più recente di Gorgoglione. Inoltre, le iniziative delle Associazioni ambientaliste, la protesta dei disoccupati della Val D’Agri e le indagini giornalistiche, non consentono di continuare nel rassicurante ritornello ‘tutto a posto’, ovvero ‘stiamo provvedendo’.

“L’Arapab, sia pure con colpevole ritardo – sottolinea il Vicepresidente – conferma quanto già accertato autonomamente e con grande senso civico dalle Associazioni ambientaliste.
La professoressa Albina Colella, dell’Università di Basilicata, da mesi diffondeva dati allarmanti sull’inquinamento del Lago del Pertusillo, causato anche da idrocarburi. Oggi lo conferma anche l’ARPAB, agenzia che nel novembre 2011 aveva fornito alla Commissione Consiliare competente dati rassicuranti sulle acque dell’Agri e del Pertusillo, con la mia solitaria e decisa contestazione degli stessi dati. È arrivata l’ennesima smentita a quel sistema di monitoraggio ambientale propagandato come ‘il migliore al mondo’, e invece inadeguato.
Oggi, rappresentanti delle istituzioni, ai vari livelli, hanno preso atto della situazione ed esprimono preoccupazioni intervenendo su tutti gli aspetti connessi alle estrazioni petrolifere, a cominciare da quelli che riguardano le ricadute occupazionali, anche per sollecitazioni e spinte che vengono da una protesta popolare crescente”.

“Il dibattito politico, nelle piazze dei Comuni dove si vota tra pochi giorni – continua Mazzeo – è spesso infiammato da questa situazione contraddittoria ed insostenibile. Nella Regione leader europea nelle estrazioni petrolifere crescono la disoccupazione, la migrazione giovanile ed i livelli di povertà, addirittura lo spopolamento, mentre le dimensioni del danno ambientale diventano sempre più evidenti. Perfino i carburanti si pagano di più che altrove, a prescindere dal bonus (contentino) idrocarburi. Non possiamo tacere che gli effetti sulla salute sono stati minimizzati o trascurati. Su questi temi sono stato purtroppo oggetto di attacchi, spesso calunniosi, anche in riunioni pubbliche, da parte degli impenitenti ‘rassicuratori’. Per promuovere una migliore conoscenza, di questi problemi, ho interrogato, in Consiglio Regionale, l’Assessore competente sulla nebulosa storia del “Registro Tumori di Basilicata”, in gestazione da undici anni. Deliberato dal Consiglio regionale nel 2001 ed affidato al CROB; per tre anni quella struttura ha preferito impegnarsi in altri settori, spesso replicando alcune specialità già presenti in regione e trascurando invece questo incarico, parte fondamentale della sua stessa missione. Un’evidente storia di cattiva amministrazione e di sottovalutazione da parte di amministratori, mi auguro, solo inadeguati”.

“Di fatto, oggi – aggiunge il consigliere – non abbiamo dati certi sulle malattie tumorali in Basilicata; forse li avremo a partire dal 2007. I danni ambientali e sanitari nella Basilicata decorrono, con maggiore incidenza, da almeno 10 anni. Nessun confronto sarà possibile con i dati antecedenti alle aggressioni ambientali. Voglio ricordare ai tanti ‘ambientalisti’, soprattutto a quelli dell’ultima ora, quanto da me sollevato nella riunione della Commissione consiliare sull’ambiente e quanto pubblicamente denunciato nella seduta del Consiglio Regionale del novembre 2011. (vedi filmato sito: www.enricomazzeocicchetti.it).
Mi auguro che, finalmente, la classe politica, nel suo complesso, a tutti i livelli, in sintonia con la cultura ambientalista crescente nella società, si appropri di questi temi ed imponga, a chi di dovere, sistemi e procedure che mettano, veramente, al sicuro la salute e l’ambiente.
Le declamazioni e gli annunci non rassicurano più, ne tantomeno le ‘commissioni tecniche’ dai nomi roboanti, specie se poi dovranno dare pareri su dati forniti da chi deve essere controllato, come già è avvenuto. La presa di posizione di tanti sindaci va sostenuta, essi sono i primi a percepire il malessere sociale ed economica delle popolazioni ed interpretano la volontà democratica dei cittadini di voler decidere sui problemi che li riguardano direttamente. Mi auguro che la lettera del Presidente De Filippo a Scaroni dell’ENI costituisca l’inizio di un cambio nei rapporti con le grandi società”.

“La Basilicata – conclude Mazzeo – deve far rispettare, in tutti i settori, i suoi interessi con il sostegno e l’impegno di tutti. Forse è utile ricordare la lezione di Scanzano: le istituzioni, i Sindacati, le Associazioni e la mobilitazione democratica e popolare, insieme, hanno sconfitto i tentativi di imposizione su un utilizzo dannoso del territorio lucano”.

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