Inflazione, Romaniello: recuperare unità sindacati

Per il consigliere regionale del gruppo Sel diventa “necessario approfondire l’agenda politica di settembre recuperando l’impronta sociale del centrosinistra”.

“I dati statistici elaborati e diffusi dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, secondo i quali tra il 2002 ed il 2012, vale a dire a dieci anni dall’introduzione dell’euro, i prezzi sono aumentati soprattutto al Sud e l’inflazione media in Basilicata ha raggiunto il più 26,9%, sollecitano una riflessione in vista degli impegni che ci attendono alla ripresa politico-istituzionale a tutela delle famiglie e dei ceti sociali più deboli, dando continuità all’iniziativa popolare di istituzione del salario minimo garantito”. E’ il commento del capogruppo Sel in Consiglio regionale Giannino Romaniello.

“Non possono non allarmare, in particolare – aggiunge – gli incrementi, in un decennio, del 53% per le spese riservate ad abitazione-acqua-elettricità-combustibili , del 44,6% per i trasporti e del 30,6% per gli alimentari. Si tratta delle voci di spesa necessari a garantire servizi fondamentali ai nuclei familiari e qualità della vita dei cittadini e né può diventare una “scusante” il fatto che la base di partenza dei prezzi al Sud nel 2002 era più bassa rispetto a quella registrata nel resto d’Italia. Diventa perciò centrale la mission indicata da Vendola all’intero centrosinistra: recuperare l'agenda della giustizia sociale non solo in chiave di tutela dei diritti soggettivi, ma anche come cuore pulsante del rilancio dell'economia e dell’occupazione specie al Sud, superando il ‘montismo’.
“Una mission che in Basilicata deve puntare, prioritariamente, a ricucire lo strappo che si è verificato nel movimento sindacale a seguito della sottoscrizione del cosiddetto Progetto di Comunità, perché – dice Romaniello – la divisione tra sindacati e lavoratori diventerebbe un fattore ancora più negativo nell’attuale fase di emergenza sociale ed occupazionale che viviamo e che dobbiamo contrastare con ogni mezzo. Come se i tavoli separati tra aziende e sindacati che pure si sono tenuti da noi non abbiano insegnato nulla”.

“E’ proprio questa – conclude – la fase in cui è più necessario approfondire con sindacati e movimenti (tutti) l’agenda politica di settembre recuperando l’impronta sociale del centrosinistra”.

  

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