Flovilla (Udc), in pizzeria non si fanno patti politici

“In pizzeria si va per mangiare e trascorrere qualche ora in piacevole compagnia, sempre che sia possibile scegliere i commensali, e non certamente per definire patti politici”.
E’ quanto sostiene il vice coordinatore regionale dell’Udc Antonio Flovilla.
“Non intendo mettere in discussione solo il luogo, che di fatto fa scadere la qualità della politica a livello di chiacchiericcio, o al massimo di discussione sulla riapertura della campagna acquisto dei calciatori, ma – aggiunge – anche le presenze al tavolo dei commensali che ripropongono il nodo (questo tutto politico) della confusione di ruoli tra impegno e responsabilità di partito ed impegno e responsabilità di governo regionale. E poi, mi chiedo – continua Flovilla – a quale logica possa rispondere l’incontro segreto in pizzeria, scomodando anche chi ricopre un incarico prestigioso al Senato, annunciato e ampiamente riferito dalla stampa se non ad un messaggio subliminale che anziché indebolire il Presidente De Filippo (ammesso che questo fosse il vero obiettivo) lo rafforza in quanto, non so se ingenuamente, si finisce per dargli ancora più potere di scelta per le nomine che lo attendono”.
Secondo il vice coordinatore dell’Udc “la politica anche per dare un segnale positivo ai giovani e a quanti intendono “sporcarsi le mani” per il bene comune, deve tornare nelle sedi ufficiali e ripiegarsi a risolvere i problemi della crisi, determinata dalle lacerazioni nel Pd e condivisa dall’intero centrosinistra, non certo per aggiungere un posto a tavola o per togliere la sedia a qualcuno, quanto per rilanciare il programma di attività, indicando tempi e modalità di intervento, attraverso una svolta di governo regionale indispensabile ad un anno e mezzo di legislatura.
In questo particolare momento – afferma Flovilla – il Governatore andrebbe supportato nelle scelte importanti a cui è chiamato il Governo regionale in materia di sanità, occupazione, sostegno alle imprese, politiche ambientali nella consapevolezza che non può decidere tutto da solo e soprattutto a chi assegnare la gestione degli enti regionali e delle aziende sanitarie; ovviamente tutto va fatto nella chiarezza delle posizioni dichiarate in un vertice di maggioranza, dopo aver coinvolto nelle decisioni gli organi dei partiti. Invocare la democrazia partecipata diventa una sterile lamentazione se poi si pratica il disprezzo per il metodo democratico. Diventa altrettanto inutile criticare decisioni oligarchiche di altri se si decide in solitudine in casa propria. In questi giorni – dice il vice coordinatore dell’Udc – ci saremmo aspettato un dibattito anche serrato tra e nei partiti della maggioranza sui temi di attualità e sulle imminenti nomine da fare, sui criteri da adottare, sulle professionalità, sulle competenze da valorizzare. Pare che tutto ciò non sia interessante per i protagonisti della politica! Invece il cambio di passo, tanto invocato, sta proprio in questo: cambiare metodo e trasparenza piena.
Quanto al rapporto con l’Intergruppo consiliare anche su questo ritengo che la chiacchierata in pizzeria non possa aver prodotto alcun risultato e tanto meno addirittura un “patto ad escludendum” dalla maggioranza. Se i tre consiglieri dell’Intergruppo si richiamano ad una posizione politica di centro – dice Flovilla – spetta ai partiti di centro svolgere una riflessione ed un confronto senza lasciarsi imporre nulla da altri partiti collocati a sinistra o a metà strada tra centro e sinistra”.

Bas 03

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