Non c’è e né ci potrà mai essere alcuna contrapposizione tra i sacrosanti diritti dei cittadini del Metapontino che hanno subito danni a seguito dell’alluvione dei primi di marzo e le sacrosanti aspirazioni dei cittadini della Val d’Agri-Sauro di toccare con mano i benefici del petrolio. In entrambi i casi, i sindacati, e nello specifico quelli di categoria dei lavoratori del comparto costruzioni, guardano alle prospettive di nuova occupazione che si apriranno con il Piano straordinario di manutenzione del territorio per prevenire le alluvioni e con il Memorandum d’Intesa Stato-Regione che tra le linee di azione non individua solo le opere infrastrutturali e i lavori pubblici, ma misure di prevenzione e tutela dell’ambiente e del territorio. E’ quanto sostiene, in una nota, la Feneal-Uil.
Invece di attardarsi in una litigiosità senza fine c'è da rimboccarsi le maniche e progettare un piano decennale di interventi al riparo dalle guerre politiche e con stanziamenti precisi. Il Memorandum d’Intesa sicuramente è uno strumento che deve essere utilizzato per questi obiettivi oltre che per il miglioramento della rete infrastrutturale e della mobilità, per lo sviluppo del sistema industriale locale in settori strategici della cosiddetta “economia verde”. Uno strumento da non sprecare come purtroppo è accaduto con il Protocollo d’Intesa del 1998 e che va integrato con gli interventi e i finanziamenti, da considerarsi aggiuntivi, del Piano per il Sud. In proposito – conclude il sindacato – mettiamo in guardia il Presidente De Filippo dalla “trappola” del Governo che vorrebbe unificare i finanziamenti per la Basilicata tra Memorandum d’Intesa e Piano per il Sud.
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