In riferimento ad un articolo di stampa la consigliera regionale di Parità evidenzia che, ad oggi, non è giunta alcuna missiva
“Garantire a tutte le donne la possibilità di praticare la fecondazione assistita è indubbiamente un tema di grande valenza familiare e sociale, ma mi risulta impossibile esaminare problematiche segnalate in lettere mai pervenute al mio ufficio”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale di Parità, Maria Anna Fanelli, in riferimento ad un articolo pubblicato oggi da un quotidiano locale in cui si ipotizza il mancato esame di una missiva della dottoressa Lina Marchesella. Tale lettera – sottolinea Fanelli – non è mai giunta al mio ufficio, come facilmente riscontrabile dal protocollo. Non appena sarò in possesso della stessa, e dopo aver valutato attentamente se la questione rientra tra le competenze della consigliera regionale di Parità, applicherò subito la mia funzione garantistica per segnale il caso agli organi competenti, facendo eventualmente anche ricorso al ricco corredo normativo comunitario, nazionale e regionale, nonché ad una consolidata giurisprudenza. La funzione interventistica della consigliera di Parità – ricorda Fanelli – è attivata da specifiche segnalazioni di abusi e/o violazioni delle politiche di pari opportunità tra uomo e donna sia nei luoghi di lavoro, sia nella società.
Va da sé che, al di là delle funzioni specifiche della consigliera regionale di parità, la sottoscritta – conclude Fanelli – non si esimerà dall’intervenire concretamente e dal chiedere agli organi competenti grande attenzione per l’applicazione delle norme per favorire la piena fruibilità della fecondazione assistita in tutti i luoghi deputati, decreto Bindi in testa”.
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