Emigrazione al femminile, una sezione nel Centro Nino Calice

La notizia in merito alla creazione della sezione “Donne Migranti” data dalla presidente della Crpo, Antonietta Botta, e dal coordinatore del Centro “Nino Calice”, Pietro Simonetti

La presidente della “Commissione regionale per la Parità e le Pari Opportunità tra Uomo e Donna” della Regione Basilicata, Antonietta Botta, e il coordinatore del Centro di documentazione Lucani nel Mondo “Nino Calice”, Pietro Simonetti, hanno siglato a Potenza un protocollo d’intesa per la costituzione della sezione “Donne migranti”. La sezione sarà allestita all’interno dello stesso centro di documentazione che svolge parte delle sue attività nella suggestiva cornice del Castello federiciano di Lagopesole.

“Tale sezione si pone l’obiettivo – dicono Botta e Simonetti – di studiare i flussi migratori femminili lucani dal XIX secolo ad oggi e sarà gestita dai due organismi firmatari. Il progetto vedrà la formazione di un gruppo di ricerca di studiosi di storia dell’emigrazione e si articolerà attraverso la creazione di una banca dati informatica e cartacea, utilizzando documentazione d’archivio e quanto già selezionato nel database creato in occasione della Prima Conferenza mondiale delle donne lucane, svoltasi nel 2010, e allocato presso lo sportello Basilicata di Buenos Aires. Previsti, anche, la costituzione di un archivio di documenti cartacei e audiovisivi sui flussi della emigrazione femminile lucana e la creazione di una rete con organismi scientifici ed Università sulla storia dell’emigrazione delle donne nel Mezzogiorno. Preziosa sarà la collaborazione delle Associazioni dei lucani all’estero per la ricerca di storie di famiglie di migranti con la raccolta di foto e documenti anche multimediali”.

Molte le attività connesse con la neonata sezione “Donne Migranti” che contemplano le convenzioni con Cei, Anci, Upi, Biblioteca nazionale, Biblioteche provinciali di Potenza e Matera, le Società di Mutuo soccorso, Formez e le Università di Basilicata e Istituto Universitario Orientale di Napoli.

 

    Condividi l'articolo su: