Collettivo donne Matera: più attenzione dalle istituzioni

 "Noi donne del collettivo di Matera siamo soddisfatte della risposta corale e della dimensione collettiva, con cui in città sono state accolte le sagome delle donne uccise, e della partecipazione al corteo ed alla manifestazione in piazza". E' quanto si legge in un comunicato stampa di Collettivo Donne Matera.
"Ringraziamo gli studenti ed anche la loro volontá di mettersi in gioco, con il laboratorio hanno sperimentato che il potere maschile non é necessariamente violento, piuttosto puó evolversi verso azioni responsabili e civili, rispettose della diversitâ e dei Diritti. A questo contribuisce la scuola quando oltre che dell'istruzione si cura dell'educazione in cui ognuno puô scoprire i valori umani.
L'impatto emotivo riscontrato sopratutto sui giovani, espresso anche regalando a qualcuna delle sagome una rosa rossa, ci danno la conferma che le vittime di violenza hanno diritto ad un'attenzione che va ben oltre i fatti di cronaca ordinaria.
  Dall'inizio dell'anno oltre cento donne sono state uccise in Italia per mano di mariti, conviventi o ex. Ribadiamo che la violenza subita dalle donne non é un fatto privato, la sua condanna deve essere pubblica, attraverso una presa di coscienza reale delle istituzioni e della societâ civile, e né le richieste di aiuto possono ridursi ad una pratica burocratica secondo protocoll o.
   Possiamo dire che ha preso corpo una richiesta, una richiesta di aiuto e di diritti, sia da parte di quelle donne che non hanno piú voce, che da parte di quelle donne ancora violate. C'è bisogno di migliorare le competenze e le strategie d' intervento, al fine di sviluppare la capacità di leggere ed interpretare i contesti di vita di " ognuna" e delle situazioni a rischio. Occorre usare un linguaggio comune e metodologico tra le varie parti (istituzioni in primis) che s' interfacciano con le donne affinchè' l'obiettivo piú importante diventi quello di dare alle donne un sostegno nel ritrovare la " stima in se stesse e la forza di ricominciare a condurre una nuova vita".
L'assenza in città e nel territorio di una casa rifugio non permette di incidere tempestivamente nell'aiuto (disegno di legge n 1296 – misure per la prevenzione della violenza di genere e per la tutela delle vittime).
Per questo continueremo a dire "Non una di meno". L'assenza delle istituzioni senza servizi territoriali qualificati, di fatto, è complice del fenomeno. La cultura che alimenta il femminicidio va affrontata in maniera decisa, invece non ci sono mai risorse finanziarie per accompagnare le donne in percorsi di autonomia ed autodeterminazione. Lo sportello di ascolto per le vittime di violenza di genere e di stalking del comune di Matera è inesistente, non può essere sostituito dai soli servizi sociali. É cosí che si sottrae alle donne e ai loro figli un servizio territoriale essenziale al contrasto della violenza subita. Ci chiediamo se verrà istituita la preannunciata casa rifugio per le donne e se il piano anti- violenza della Regione Basilicata sia ancora vincolato alla disponibilità delle risorse finanziarie. Denunciamo, inoltre, che se alcuni servizi ci sono, come quelli consultoriali, essi sono ridotti all'essenziale, sviliti in attività ambulatoriali e decentrati, disattendendo le stesse linee guida della regione ( 1 consultorio per ogni 20.000 abitanti), perdendo così la loro forza originaria; mentre erano stati concepiti ed istituiti perchè le famiglie e le donne fossero sostenute in tutto il loro percorso esistenziale. Come collettivo continueremo il nostro impegno civile, e attendiamo l'impegno concreto della comunità ma soprattutto delle istituzioni. I diritti delle donne sono una responsabilità di tutti".
bas04 

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