Per il consigliere regionale dei Popolari uniti: “gonfiare la Pubblica amministrazione regionale porta al crollo del sistema senza funzionalità dei servizi. Basta con le assunzioni atipiche"
“Il rischio del ruolo unico dei dipendenti – a parere di Scaglione – è nell'aumento del costo esponenziale. Sulla sanità abolire ticket e tutelare Crob e San Carlo”<br /><br />"Nel collegato alla Finanziaria – afferma Scaglione – che ci si appresta a sottoporre all'attenzione dell'Aula ci sono alcuni elementi che non ci convincono. In particolare sulle vicende legate alla riorganizzazione della struttura del personale regionale ed in quelle del Sistema sanitario regionale. Più nel dettaglio, con la proposta dell’istituzione del ruolo unico regionale dei dipendenti tra quelli attestati al Consiglio regionale e quelli della Giunta se, nel merito la proposta potrebbe apparire giustificata dai tempi nuovi, nella sostanza si rischia di innescare un processo di riduzione dell'autonomia funzionale del Consiglio tanto dal dipendere nei numeri del personale e nella riorganizzazione contrattuale, dai desiderata dell'assessore di turno più che da un disegno programmatorio di maggiore funzionalità dei servizi. Se poi aggiungiamo – continua Scaglione – il pensiero, nemmeno tanto recondito, di trovare spazio nei già gonfi e saturi organici regionali, ai legittimi vincitori di concorso degli enti strumentali che non si ha il coraggio di assumere lì dove hanno concorso, magari continuando e perpetuando la pratica dei contratti di lavoro interinale o di long e short list e finanche di contratti con società di servizi (caso Arbea), è evidente il rischio di portare ad una esplosione della macchina burocratica regionale con costi dei servizi della Pubblica amministrazione destinati a salire paurosamente”.<br /><br />“Aggiungiamo – prosegue Scaglione – che sono in essere altre forme di contrattualizzazione di cui non ne vediamo la necessità a questo punto, tante, da far gridare allo scandalo per retribuzioni superiori alla norma del salario di un dipendente a tempo indeterminato e, considerando che, inoltre, sono in via di ripartenza i concorsi regionali con altre 78 ipotetiche unità da inserire in organico. Se poi la vicenda è di fatto solo numerica, atteso che le risorse non consentono ulteriori massicce immissioni di personale nei ruoli regionali, (pensiamo alle attese dei dipendenti delle ex Comunità montane per un totale di 278 unità) allora, due più due fa quattro. Si tratta cioè solo di alimentare aspettative in tanti e risolvere il problema di pochi, pochissimi”.<br /><br />“Sulle questioni sanitarie – sostiene Scaglione – la ridefinizione dei ticket e l’eventuale riduzione di quello regionale, riportando a più equi criteri di applicazione, come proposto insieme al collega Romaniello, è ormai obiettivo non più rinviabile mentre nel contesto generale dello sblocco delle assunzioni, no. Vanno valorizzate le funzioni dell'attività di ricerca dell'Irccs Crob di Rionero e bisogna garantire al massimo l’Ospedale regionale, il San Carlo, con il mantenimento dei livelli qualitativi dei servizi. Sulla Sanità pubblica – conclude Scaglione – non si scherza”.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /> <br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />