Biologico, Cia-Anabio: riorganizzare sistema certificazione

E’ sempre più indispensabile una riorganizzazione efficace e trasparente del sistema di controllo e certificazione dell’agricoltura biologica anche in Basilicata, che ha già grandi numeri di produzione biologica, con il 21,2% della superficie agricola utilizzata, ovvero 115.144 ettari (su 542.256 ettari complessivi) destinata a coltura biologica e seconda per estensione solo alla Sicilia. A sostenerlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori e la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio.
Secondo Cia ed Anabio diventa necessario fare il punto sullo stato di attuazione del Bando che si riferisce alla Misura n. 214 “ Pagamenti Agroambientali” Azione 2 – Introduzione o mantenimento dell’agricoltura biologica – del PSR Basilicata 2007-2013. La misura 214 “Pagamenti Agroambientali” è finalizzata alla salvaguardia ed alla valorizzazione delle risorse naturali ed ambientali, incentivandone un uso sostenibile per orientare le scelte degli agricoltori verso il raggiungimento di un livello diffuso di maggiore ”salubrità” ed eco-compatibilità dei processi produttivi agricoli nei riguardi delle risorse naturali (suolo, aria, acqua,) della biodiversità e della salute umana. Inoltre è finalizzata all’affermazione di linee di produzione di derrate alimentari – consistenti in prodotti agricoli destinati al consumo fresco, come pure di materie prime per l’industria di trasformazione regionale – ottenute secondo tecniche rispettose dell’ambiente (dall’agricoltura integrata ai metodi biologici) riconoscibili e, come tali, capaci di imprimere un’ importante caratteristica intrinseca ai prodotti agroalimentari regionali di qualità, in grado di migliorarne la competitività sui mercati.
Si tratta – a parere di Cia e Anabio – tenuto conto che secondo informazioni diffuse dal Dipartimento Agricoltura entro il 31 dicembre scorso sono state concluse le procedure per le liquidazioni, di verificare anche attraverso l’attuazione della Misura 2 (“ Introduzione o mantenimento dell’agricoltura biologica”) se realmente sono state raggiunte le finalità multiple collegate a più obiettivi specifici del PSR, in relazione ai diversi vantaggi ambientali attesi e di conseguenza i risultati raggiunti, oltre che verificare il livello di gradimento e consenso degli agricoltori coinvolti. Da tempo infatti gli agricoltori lucani del biologico si battono perché più che pensare all’estensione di coltivazioni e produzioni bio si proceda al consolidamento e al sostegno di quelle che risentono della crisi dei consumi in particolare per gli effetti della concorrenza sleale degli ipermercati e discount alimentari.
Inoltre, per Cia e Anabio, occorre, in primo luogo, emanare con urgenza il D.M. che impone agli operatori notificati la scelta di un unico Organismo di controllo. Il progetto di informatizzazione del settore, inoltre, va urgentemente attivato ed implementato, in modo tale da gestire in tempo reale tutte le notifiche di variazione che intervengono nel corso dell’anno. In tale ambito, va predisposta una banca dati unica che incroci tutte le informazioni ed i dati oggi raccolti dal sistema, ma dispersi tra vari soggetti (Ministero, Icqrf, Regioni, Organismi di controllo). In questo frazionamento delle informazioni, tra l’altro, si sono verificati quei disallineamenti e quelle profonde lacune che hanno permesso a fenomeni illeciti e di autentica frode di annidarsi e svilupparsi nel tempo.

BAS 05

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