Per il consigliere regionale dell'Idv dietro lo scontro Fiat – Volkswagen c'è l'assenza di strategia della casa automobilistica torinese. L'esponente politico sollecita la Regione a giocare la carta del Campus tecnologico di Melfi
“Lo scontro Fiat-Volkswagen, che rivela molto chiaramente la mancanza di una strategia del gruppo automobilistico italiano, specie per reggere la crisi di vendite in Italia e in Europa e la competizione di mercato, deve accelerare le azioni annunciate di recente dall’assessore alle Attività Produttive Pittella perché il tempo di pensare a una discussione che parta dalla Basilicata, coinvolga la Regioni che hanno sedi dislocate della Fiat e coinvolga il Governo, oltre all’a.d. dell’azienda torinese, è scaduto. E’ tempo di agire, prima che sia troppo tardi e si debba rincorrere l’emergenza”. E’ il commento del consigliere regionale Nicola Benedetto (Idv), il quale sottolinea che “è tuttora aperta e senza alcuna prospettiva la vicenda della Pcma di Pisticci, parte integrante dello stabilimento di Fiat di Melfi e diventata la punta dell’iceberg degli innegabili ripensamenti sul Piano Fabbrica Italia e sui 20 miliardi di investimento promessi da parte dell’ad Marchionne, il quale, a giorni alterni, ripete che è reale il rischio della chiusura di uno degli stabilimenti italiani".
"Sul comparto automotive e sulla presenza della Fiat in Basilicata, la sua capacità di essere competitiva sui mercati internazionali – aggiunge Benedetto – la Regione deve giocare la carta del Campus tecnologico di Melfi pensato, anche con impegno di spesa di fondi regionali, proprio per l’innovazione tecnologica e i nuovi modelli da produrre a Melfi ed in altri stabilimenti. In proposito, il tavolo al Ministero per lo Sviluppo economico sollecitato da Cgil, Fiom e Filctem Matera per la Pcma di Pisticci e dalle stesse organizzazioni sindacali della provincia di Potenza per la Sata deve diventare un impegno operativo per il governatore e l’assessore alle Attività Produttive. In contemporanea, bisogna stanare Confindustria lucana dall’atteggiamento attendista fatto solo di partecipazione ad incontri in Regione. Ci confortano le parole del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che, ieri, rispondendo a un’interpellanza parlamentare, ha fatto sapere che presto anche il Governo vorrà ricevere ragguagli circa gli impegni presi a suo tempo dalla Fiat. E chissà che finalmente Marchionne, pressato tra l’incudine della Vw e il martello dell’esecutivo, non decida di rilanciare davvero i destini italiani della Fiat, sempre più sbilanciati al momento verso la sponda americana della Chrysler e verso investimenti in altri Paesi Ue”.
Secondo Benedetto “la difficoltà dell'Europa è quella che non si può vincere soltanto vendendo di più, ma bisogna saper competere con gli altri, cosa che Volkswagen sta dimostrando di saper fare molto bene, dato che ormai vende un’automobile ogni quattro. Volkswagen parte da prezzi più alti e da una storia che non è “di sconti” e offerte come, al contrario, è la storia di Fiat. Volkswagen parte dal fatto che i consumatori riconoscano da tempo una qualità superiore nei sui prodotti”.