Domani in molte città d'Italia i comitati “Se Non Ora Quando” organizzano una serie di fiaccolate in ricordo di Stefania Noce, uccisa a 23 anni dal suo ex fidanzato, e di tutte le altre donne vittime di femminicidio in Italia. A Potenza pur non esistendo un comitato SNOQ, alcune delle sigle che già scesero in piazza il 13 febbraio, hanno deciso di sostenere idealmente questa iniziativa che nasce da Catania, dove Stefania aveva attivamente partecipato al Comitato e si era spesa contro le violenze e le discriminazioni che ancora affliggono l'altra metà del cielo.
E’ quanto si legge in una nota congiunta dell’Associazione Telefono Donna- Casa delle donne Ester Scardaccione, della CIGIL Potenza, di Libera Basilicata e della Libera Università delle donne.
“Il femminicidio – si legge nella nota – è la prima causa di morte in Italia per le donne fra i 16 e i 44 anni, eppure viene trattato quasi come un fenomeno fisiologico e inevitabile e non come una vera emergenza sociale. I femminicidi vengono quasi sempre da lontano, e non sono che l'epilogo di violenze fisiche e psicologiche spesso sottovalutate non solo dalla donna ( che vive tutto questo auto-colpevolizzandosi, nel più completo isolamento) ma anche da chi le sta vicino, scambiate nella migliore delle ipotesi per normale conflittualità, o peggio ignorate e/o banalizzate anche da chi a causa del suo lavoro dovrebbe prestare un'attenzione diversa. Le violenze, i femminicidi, quindi, non vanno letti come casi isolati, che hanno a che fare solo con la singola donna, ma come crimini a se stanti da condannare a tutti i livelli, a cominciare da una vera riprovazione sociale , e non di circostanza, la sola che può portare consapevolezza e quindi cambiamento insieme a una presa in carico del problema da parte delle Istituzioni soprattutto a livello della prevenzione”.
Bas 03