In attesa che il Presidente Pittella spieghi nella prossima riunione del Consiglio Regionale la strategia sottesa all’Accordo sottoscritto con il sottosegretario del Ministero allo sviluppo economico, Simona Vicari, sulle varie misure da attuare in merito al fondo idrocarburi, resta l’amaro in bocca perché non c’è una misura specifica riservata alle comunità locali del comprensorio petrolifero della Val d’Agri. E’ il commento dell’Associazione “Bene Comune” Viggiano, in una nota a firma del presidente Vittorio Prinzi.
Il primo “impatto” con gli interventi contenuti nell’Accordo, secondo quanto è possibile leggere dal documento completo, senza per questo sminuire la portata dell’intesa istituzionale – precisa Prinzi – è di un passo indietro dopo che per anni abbiamo sostenuto in Consiglio Provinciale e Regionale la necessità di riservare quello che abbiamo definito un “tesoretto” delle risorse finanziarie complessive derivanti dall’attività petrolifera proprio all’area dove si estrae il greggio e che registra i ben noti e diffusi problemi di impatto. Per anni – si legge nella nota – abbiamo consentito, in nome dei principi di cooperazione solidale e di bene sociale, l’impiego delle royalties in settori delicatissimi per la vita dei cittadini come quelli della salute, dell’assistenza agli anziani, della formazione universitaria dei nostri giovani, denunciando il disinvolto uso delle stesse royalties, coniando il termine di “bancomat”, ma senza mai rinunciare alla rivendicazione di una programmazione che superasse l’esperienza negativa compiuta dal PO Val d’Agri da tempo “prosciugato” di risorse economiche. Dunque, ben vengano il superamento della card carburanti e la trasformazione in card sociale di aiuto al reddito, il fondo per l'occupazione stabile sul territorio regionale, quello a favore di Comuni e Province indirizzato all'ampliamento dei servizi offerti e all'assunzione presso cooperative, i progetti di efficientamento energetico dei processi produttivi delle imprese e la promozione di soluzioni di mobilità sostenibile, solo che ci saremmo aspettati almeno un progetto specifico comprensoriale Val d’Agri.
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