L’8 aprile alle ore 19 presso la chiesa sconsacrata nel centro storico di Savoia di Lucania sarà proiettato in anteprima lucana il film Passannante con Ulderico Pesce, Fabio Troiano, Andrea Satta, Bebo Storti, Maria Letizia Gorga per la regia di Sergio Colabona, più conosciuto come regista televisivo visto che dirige le telecamere del Grande Fratello, della trasmissione “dei pacchi” e di altri successi della Rai e di Mediaset. Saranno presenti, oltre a Pesce e Colabona, il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, il sindaco di Savoia di Lucania Felice Cavallo e il vice sindaco Rosina Ricciardi. Interverrà inoltre il Comitato Pro Salvia. Il film, che ha partecipato al Festival del Cinema di Bari e al Festival cinematografico di Busto Arsizio, racconta la vita dell’anarchico lucano e la lotta per restituire ai suoi resti la dignità della sepoltura. Nel 1878 Giovanni Passannante cercò di uccidere Umberto I di Savoia per protestare contro l’Unità d’Italia realizzata solo sulla carta e che vedeva un Nord ricco e moderno e un Sud abbandonato e colonizzato. Imprigionato per dieci anni in una cella sotto il livello del mare alla sua morte il suo cranio e il suo cervello vennero esposti nel Museo del Crimine di Roma come “prova dell’esistenza del criminale autentico per nascita.” Sergio Colabona ha dichiarato: “La Basilicata è una terra meravigliosa e piena di storia e di cultura. Spero che la vicenda di Passannante possa contribuire a veicolare in Italia l’Identità antropologica della vostra terra. Contribuire a portare nuovi visitatori, nuovi turisti, interessati non solo alle vostre bellezze ma anche dalla vostra grande storia.” Ulderico Pesce ha aggiunto: “Mi piacerebbe che sulla scia di questo film e in occasione dell’Unità d’Italia nascesse un vero e proprio “Itinerario dell’Insorgenza Lucana” partendo da Savoia di Lucania, dove nacque e dove riposa Passannante ed estendendosi a Rionero in Vulture dove nacque Carmine Crocco. Ma che dovrebbe interessare ancora: Picerno dove nel 1799 morirono circa settanta contadini e un prete che avevano issato l’albero della Libertà; Tito e Potenza dove ci furono importanti ribellioni e atroci soppressioni delle medesime; Brienza dove nacque l’ideologo della Rivoluzione Partenopea Mario Pagano, fino alle rivolte dei braccianti agricoli di Irsina, Venosa e Montescaglioso, e alla grande rivolta di Scanzano Jonico. Si potrebbero strutturare dei veri e propri percorsi narrativi che potrebbero attrarre molte persone. I dati dicono che i turisti che oggi si muovono sul territorio italiano alla ricerca dei territori delle ribellioni sono circa un milione all’anno. Visto che la nostra terra ha un grande passato di ribellioni mi piacerebbe che si organizzasse in tal senso e che venisse candidata con serietà per attrarre questi turisti”.
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