Mentre ci accusavano di immobilismo lavoravamo con discrezione per non compromettere il risultato
“Il principio che guida la nostra opera di sorveglianza sulle attività estrattive è di andare oltre la sola osservanza delle norme per garantire il minimo impatto sul territorio e sulla tranquillità delle persone. Per questo motivo la Regione Basilicata ha chiesto all’Eni di soprassedere alla realizzazione del pozzo ‘Alli 2’ a Villa d’Agri per cercare soluzioni alternative che contemperino le esigenze produttive con quelle di sviluppo del comune di Marsicovetere ma riducendo l’impatto, sia pure sotto il solo profilo emotivo, sul territorio”.
Così il presidente della Regione Vito De Filippo commenta la decisione dell'Eni di rinunciare alla messa in esercizio del pozzo petrolifero localizzato a poco più di un chilometro di distanza dall'ospedale di Villa d'Agri. Si tratta della conclusione di un processo articolato portato avanti dalla Regione, e in prima persona dal presidente De Filippo, nel più assoluto riserbo, per evitare di compromettere il risultato finale, giunto oggi a margine dell'incontro con l'amministratore delegato della Compagnia, Paolo Scaroni. Già da tempo, lo stesso De Filippo aveva affidato al capo di Gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale, Angelo Raffaele Rinaldi, di porre la questione alla compagnia petrolifera in occasione del comitato paritetico.
“Non è in discussione – ha detto De Filippo – la legittimità della posizione della compagnia, né ravvisiamo motivi di allarme nella localizzazione del pozzo stesso, ma non per questo va tralasciata la ricerca di soluzioni alternative più gradite alla comunità. E' per questo che, pur sopportando in silenzio gli strali di quanti ci accusavano di non intervenire sulla questione, abbiamo avviato un'interlocuzione con l'Eni, certi che le ragioni di relazioni positive con le popolazioni e l’istituzione avrebbero prevalso su quelle dei costi e dei tempi di produzione”.