Il consigliere, partecipando ad un convegno ha sottolineato che la biodiversità sta scomparendo, e che occorre una normativa regionale più completa per le aree protette
“Salvaguardare la biodiversità in modo più corretto e meno emergenziale. Bisogna proteggere gli ambienti naturali con la creazione e consolidamento di parchi, riserve, aree protette, orti botanici, zoo e banche genetiche come ad esempio la Banca del Germoplasma a Pignola, uno tra i più importanti progetti nazionali per la tutela dell’ambiente del bacino euromediterraneo. Le conoscenze sulla biodiversità sono ancora assai limitate infatti sono state studiate in modo approfondito per un possibile utilizzo; solo l’1% delle specie vegetali ed una percentuale ancora minore di quelle animali”.
Lo ha affermato il Consigliere regionale del Movimento per le Autonomie Francesco Mollica al convegno nazionale sul tema “Biodiversità e risorse del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, tenutosi oggi presso l’Ente.
“La biodiversità – ha sottolineato Mollica – sta scomparendo, ci troviamo in un’epoca di estinzioni senza precedenti, tolta la percentuale di estinzione naturale, che è una componente stessa dell’evoluzione della vita, che ha visto nel percorso di milioni di anni specie sostituite da altre più adatte che ne hanno preso il posto, l’ondata di perdita di varietà biologiche è rapida ed è dovuta principalmente al pesantissimo impatto delle attività umane. Fattori di pressione che mettono a rischio la nostra biodiversità, dai cambiamenti climatici all’inquinamento, dalla frammentazione degli habitat all’invasione di specie aliene come il caso dell’alga rossa del Pertusillo”.
“Per poter prendere decisioni – continua l’esponente MPA – che all’apparenza possono sembrare controcorrenti o impopolari, occorre creare la base di un consenso tra la gente comune, con opportune azioni di conoscenza, educazione, informazione consapevole, al fine di creare e mantenere una cultura attenta alla biodiversità e all’attuazione di una vera democrazia ambientale. La Regione Basilicata con L.R. 26/2008 ha preso misure per la tutela delle risorse genetiche ma occorre una normativa più completa per le aree protette”.
“Attualmente abbiamo tre parchi regionali e uno in via di definizione, una miriade di aree protette ma soprattutto due parchi nazionali di cui il Parco Appennino lucano ultimo in ordine di arrivo ma – conclude Mollica – bisogna dare a questi Enti il giusto supporto legislativo, perché se i nostri figli